L'ordinamento dei brani
Come è noto, l'ordinamento dei brani all'interno dell'opera costituisce una
vexata quaestio di vecchia data: l'
edizione a stampa del 1751 riporta infatti una successione viziata dalle decisioni di coloro che la curarono dopo la morte di Bach, determinando tra l'altro l'indebito inserimento del
corale Wenn wir in hoechsten Noethen e delle
fughe, rectus e inversus, per due clavicembali; approfonditi studi dedicati all'analisi materiale dell'edizione hanno rivelato, grazie alla scoperta di modifiche nella numerazione delle lastre di stampa, che l'ordine concepito da Bach dovesse essere il seguente: un primo blocco con i contrappunti da 1 a 14, ed un secondo con i quattro canoni, rispettivamente
Canon in Hypodiapason (Canon all'Ottava),
Canon alla Decima,
Canon alla Duodecima in Contraputo alla Quinta,
Canon per Augmentationem in Contrario Motu.
Come vedremo, quest'ultimo rappresenta uno straordinario saggio di complessità che Bach pose non casualmente al termine della silloge, esattamente come l'
ultima fuga (n. 14) doveva coronare per sintesi riassuntiva tutta la parte dedicata ai
contrapuncti.
Il differente ordine proposto da molte incisioni non rispecchia la realtà della tradizione testuale, né probabilmente le intenzioni di Bach: tuttavia, dato che ogni esecuzione comporta sempre un margine più o meno elevato di legittima
interpretazione rispetto al testo musicale 'originario' - e ciò avviene soprattutto quando, come nel caso dell'
Arte della fuga, le questioni aperte ed i misteri irrisolti sono numerosi -, ebbene queste scelte scaturiscono spesso dalla volontà di strutturare la materia musicale con valide simmetrie e di rispettare le peculiarità dello strumento utilizzato.
Ad esempio, le scelte in termini di registri sonori per i vari brani – scelte approntate sulla base delle consuetudini organistiche antiche - potrebbero rendere necessario modificarne l'ordine in modo da apprezzarne meglio il gioco contrappuntistico; innanzitutto l'
Arte della fuga potrebbe essere idealmente suddivisa in due sezioni costituite da dieci brani ciascuna. All'inizio della seconda parte potrebbe trovarsi il
contrapunctus 6 in
Stylo Francese, in analogia con il brano (pure in
stile francese) che apre la seconda sezione delle
Variazioni Goldberg; il contrappunto 12 potrebbe essere eseguito anteponendo l'
inversus al
rectus, costruendo un chiasmo rispetto al 13 (
rectus seguito da
inversus); a conclusione potrebbe essere il contrappunto 14, rimasto incompiuto.